martedì, 28 agosto 2007
author: Lacristi @ 10:12
category: la disadattata che invecchia, la disadattata e la societa
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Inauguro la fine di questo silenzio disadattato con una  storia di ordinario disadattamento.
Ieri sera dovevo andare a prendere la mia amica che mi aspettava alla fermata del bus, per andare, munite di bottiglia di idromele a guardare la luna quasi piena  in collina.
Io ero ovviamente in ritardo.
Mi chiama, "e allora dove sei? Guarda che sono qui che ti aspetto"
"Tranquilla sono pronta, arrivo subito."
Controllo in borsa e non trovo le chiavi della macchina. Strano, ho sempre usato questa borsa ultimamente, e poi è un po' che non uso la macchina, sto sempre a Venezia!
Controllo nelle altre tremila borse ma ovviamente non la trovo visto che è un mese che uso la stessa borsa. (Ma perché una donna non può usare una borsa, massimo tre?)
Niente, le chiavi non vengono fuori.
Alla fine prendo la copia di mia madre (che tanto è in vacanza) perché ero in ritardo mostruoso.
Arrivo alla macchina e le mie chiavi sono in bella vista attaccate al lunotto.
Ho fatto finta di nulla e sono salita ringraziando la Dea, Dio, Ra, Buddha e Allah per aver ritrovato la macchina.

Non ce la posso fare, questo è lo studio lo so!
martedì, 29 maggio 2007

Questo ve lo devo proprio raccontare perché non ci può essere nulla di più disadattato.
Innanzitutto la mia giornata di ieri comincia molto presto causa esame imminente la prossima settimana di cui come al solito non so nulla e bla, bla, bla. Chiamo il fidanzo per metterci d'accordo sulla nostra serata romantica bottiglia di prosecco in spiaggia la sera di lunedì e giornata di sole e mare il martedì.
Dice che ha capito male, che pensava avessi il giorno libero di Lunedì quando ormai pure i trichechi sanno che il mio giorno libero cade UNICAMENTE di martedì.
E mi incazzo.
Viene a trovarmi con la coda tra le gambe, non può venire in spiaggia perché ha preso un appuntamento di lavoro, lui che non lavora mai, tra l'altro arriva a mani vuote. Mi dice dai, ti porto fuori e andiamo a comprarti un regalo, scegli tu. Già peccato che di lunedì mattina i negozi siano tutti chiusi anche nell'emisfero boreale.
E mi incazzo.
Comincia a piovere quindi vedo sfumata l'ultima possibilità di andare al mare.
E mi incazzo.
Vado a lavorare, e passo cinque tremende ore a spostare appuntamenti tra professoroni incazzati, nonchè, tragedia delle tragedie, pare che un piede di Davide abbia preso acqua colata dai muri, per fortuna non era vero, ma il sangue mi si raggela per alcuni minuti, che sembrano ore.
Torno a casa contenta che passerò la serata con i genitori e curiosa di sapere cosa mia hanno preparato.
Arrivo e trovo che stanno già cenando (la scusa è che erano stati tutto  il giorno fuori casa) e mi trovo un piatto di pasta al pomodoro mezza fredda.
Qui non c'ho più visto.
Ho mandato affanculo tutti, sono andata a comprarmi un kebab grondante grasso e piccantezza, un film  con  Gerald Butler e mi sono chiusa in camera mangiando grasso e guardando film.
Grazie a me è stato un compleanno finito bene.
Hanno girato sixteen candels pensando a me.
lunedì, 28 maggio 2007
author: bamboladirugiada @ 09:36
category: la disadattata che invecchia
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Tante Angurie Cri!!!!
domenica, 27 maggio 2007
author: Lacristi @ 11:49
category: la disadattata che invecchia
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Domani divento ventisettenne.
Ho paura.